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Alle ritte, atte rette, ti nomino cavaliere!
La
storia lascia tracce profonde. Anche nei nomi. Non solo
in quelli dei luoghi, ma anche nei nomi delle persone. Se
ve ne andate in giro a Campitello, a Borgo Rivo, a Cesi,
a Portaria, dalle pendici dei Martani fino al loro cuore,
vi potrà capitare di sentire qualche anziano chiamare la
moglie a voce alta "Crimirde!", oppure "Brunirda!".
Ma che nomi sono? Suonano davvero poco familiari…
E infatti sono nomi tedeschi, deformati dal dialetto: Kriemhild,
Crimilda…Brunhild, Brunilda. E come mai risuonano tra
queste montagne. Secondo lo studioso del dialetto locale
Flavio Frontini si tratterebbe di un lascito della
dominazione longobarda che dal ducato di Spoleto si estendeva
fino a Cesi comprendendo l'intero territorio dei Monti Martani.
E di esempi di nomi propri di origine tedesca nella zona
dei Martani ce ne sono davvero tanti, tutti curiosamente
reinterpretati dal dialetto locale. Eccone alcuni esempi:
Ardegonda (Aldegunde),
Bricida (Brigida),
Cintruta (Geltrude),
Griserda (Grisilde),
'Mingarda (Ermengarda),
Rinirda (Renilda),
Rumirda (Romilda),
Siggilfredu (Sigfrido),
Utirda (Utilde),
Vairo (Vaire),
Villermu (Willhelm-Guglielmo),
Viscardu (Guiscardo).
Ma
c'è di più. Nella zona pedemontana, alla periferia di Terni,
ancora prima della seconda guerra mondiale, tra i ragazzini
era in uso un gioco davvero curioso. Il più grande batteva
con una spada di legno sulle spalle dei più piccolini pronunciando
questa formula: "Alle ritte, atte rette, andre ritte,
zzumaché!". Una filastrocca per bambini? Mica tanto…In
tedesco queste parole hanno un senso compiuto che ben si
accompagna al gesto del gioco. La filastrocca allora suona
così: "Alle ritter hat recht andere ritter zu machen".
Ovverosia: "Ogni cavaliere ha diritto di fare (nominare)
un altro cavaliere!". Chissà che non la pronunciassero
anche i figli del Conte Arnulf, il primo feudatario dei
Monti Martani.
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