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L'Ara Major sulla "Montagna cosmica"
A metà della notte del solstizio d'estate il Grande Carro,
l'Orsa Maggiore si trova giusto a perpendicolo sopra la
cima di Torre Maggiore. Era allora che, secondo la leggenda,
i sacerdoti del grande tempio potevano osservare le stelle
riflesse nelle pozze sacre scavate nelle rocce e dare il
via ai riti della purificazione. Non è difficile davvero
far viaggiare l'immaginazione camminando tra le rovine del
tempio, posto tra terra e cielo, sulla cime del più alto
monte dei Martani.
Il nome del luogo oggi è quello di Torre Maggiore, ma nelle
cartine medievali ed anche in quelle posteriori, fino all'Ottocento,
era "Ara major", a significare, forse, che ancora
il ricordo del luogo di culto sulla sua cima era ben vivo
e presente nella mente di tutti. Negli anni scorsi c'è stato
un vero e proprio revival di leggende su Torre Maggiore.
A partire da quelle legate alla presenza di San Francesco
che dalla vicina Romita si sarebbe recato in meditazione
sulla cima di Torre Maggiore attratto dalle pietre pagane
e forse anche dallo strano magnetismo del luogo. Altri hanno
immaginato che l'Ara Major fosse in realtà la Montagna
cosmica dei Celti.
Prima Gabriele Carosi, poi Manlio Farinacci
hanno scritto pubblicazioni su quest'argomento, descrivendo
minuziosamente i riti che si sarebbero svolti a Torre Maggiore:
riti d'acqua e di fuoco, dedicati ai gemelli, che avrebbero
richiamato sul monte centinaia di pellegrini da terre anche
piuttosto lontane. 
Fatto sta che ancora oggi a Cesi, così come in molte altre
zone, per la verità, nella notte di San Giovanni (il 24
giugno, molto vicino al solstizio d'estate) le donne usano
mettere fuori dalla finestra bacinelle d'acqua con delle
erbe aromatiche colte la sera stessa. La mattina dopo quest'acqua
in cui si sono rispecchiate le stelle di una notte molto
speciale, viene usata per lavarsi il viso: una piccola cerimonia
di purificazione! E anche gli archeologi, pur smentendo
la presenza dei Celti, non possono fare a meno di descrivere
il tempio di Torre Maggiore come un luogo di culto molto
importante. Al suo interno sono venuti alla luce numerosi
bronzetti votivi a forma di guerrieri o di pastori, una
scritta nell'antica lingua degli Umbri e un mundus,
una buca proprio in prossimità della cella del tempio principale,
attraverso la quale gli officianti facevano scendere le
offerte nel sottosuolo. Intorno alle rovine dei templi,
ad oltre 1.100 metri di altezza, i resti dei ricoveri dei
pellegrini. In lontananza le vette della catena dei Martani.
Su quelle più elevate c'erano altri luoghi di culto, seppure
più modesti, tutti collegati visivamente con torre Maggiore.
A 360 gradi, nelle giornate limpide, uno spettacolo di una
bellezza incomparabile, con lo sguardo che spazia per centinaia
di chilometri. E allora sì che sembra di essere sulla Montagna
Cosmica, al centro del mondo!
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