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Alla ricerca di Criptona, la città sotterranea
Gallerie, strade sotterranee, città nascoste.
Qualcosa di simile a Moria, la città dei nani descritta
in maniera così affascinante da Tolkien nel "Signore
degli Anelli". Anche sotto i Monti Martani ce ne sarebbe
una.
Una città nascosta, perduta, che si chiamerebbe Crotona,
o meglio Criptona, in greco, che significa - appunto
- "nascosta". Ci sono antiche leggende su quest'argomento,
alimentate da alcuni riscontri, come la reale esistenza
di moltissime grotte e gallerie nella zona tra Cesi, Torre
Maggiore e Carsulae.
Un appassionato di storia antica di Terni, l'ingegner Costanzi,
negli anni '30 del secolo scorso, raccolse in un libricino
ormai quasi introvabile queste leggende. A partire da quella
della Regina degli Umbri.
Prima ancora che i Romani conquistassero queste terre, i
Monti Martani erano infatti abitati da popolazioni umbre,
di origine indoeuropea, che avevano la propria rocca a Sant'Erasmo,
sopra Cesi. Ma in un'antichità più remota, che si perde
nelle nebbie della storia, lì avrebbe dimorato anche la
leggendaria stirpe dei Pelasgi e proprio loro avrebbero
scavato le caverne, poi utilizzate dagli Umbri. In ogni
caso dalla montagna di Cesi, secondo gli antichi racconti,
si accedeva ad un vero e proprio regno sotterraneo. Le gallerie
erano strade, percorse in biga dalla Regina degli Umbri
e conducevano dalla montagna fino a Carsulae. Fantasie,
miti? Fatto sta che la montagna di Cesi si chiama ancora
oggi Monte Eolo perché soffia aria dalle tante
cavità che ha al suo interno, a cominciare dalla grotta
Eolia che si trova proprio in corrispondenza del paese.
Anche a Sant'Erasmo c'è l'ingresso di una caverna e proprio
pochi metri al di sotto del grande tempio di Torre Maggiore
ce n'è un'altra.
Secondo gli archeologi questa grotta era collegata direttamente
con la cella del tempio, attraverso un mundus un
foro, nel quale i sacerdoti gettavano le offerte alle divinità
ctonie. O magari agli abitanti della città sotterranea,
ormai perduta...
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