Acquasparta Acquasparta

- Cesi, Sant'Erasmo e il tempio di Torre Maggiore
- Sangemini, Carsulae e la Romita
- Portaria, Macerino e Casteldelmonte
- Acquasparta; per castelli e per rocche; la foresta fossile
- Massa Martana, catacombe e abbazie, molini e castelli
- Firenzuola, Scoppio e Terzo San Severo
- Giano, Monte Martano, San Pietro in Monte

Acquasparta; per castelli e per rocche; la foresta fossile

Acquasparta

Quella volta che il duca e Galileo...

Per scoprire il fascino nascosto di Acquasparta occorre usare immaginazione e sensibilità. Il paese è ordinato e gradevole: all'ingresso la facciata della chiesa della Madonna del Giglio, poi la salita con i giardini pubblici, fino alla porta principale sul corso dei Lincei. Ecco un nome evocativo: i Lincei, l'Accademia, istituzione gloriosa, tutt'oggi attivissima, fondata all'inizio del '600 dal giovanissimo duca Federico Cesi e da alcuni suoi amici, letterati, scienziati, studiosi, filosofi, con una strizzatina d'occhio all'esoterismo... La prima sede dell'Accademia fu proprio Acquasparta, un borgo che la famiglia Cesi aveva ottenuto in suo possesso non molti anni prima dai Farnese. Il ducato dei Cesi segnò la storia di Acquasprta. Innanzitutto dal punto di vista architettonico ed urbanistico. Al posto dell'antica rocca i Cesi edificarono il bellissimo palazzo rinascimentale che ancora oggi si può ammirare nella piazza intitolata a Federico Cesi.
Il palazzo è di proprietà dell'Università di Perugia. Visitarlo non è facilissimo, se non in occasione di mostre e convegni. Si può tuttavia provare a suonare e chiedere del custode. Al suo interno la splendida Sala del Trono, con soffitti a cassettoni lignei, affreschi del '600 e uno splendido loggiato che si apre sul giardino retrostante.
Immaginate il palazzo animato dalla singolare corte del Duca Federico, il giovane nobile romano infervorato dal Naturale desiderio di conoscere. Immaginatelo di notte sulla specola del palazzo in compagnia di Galileo Galilei, che soggiornò ad Acquasparta per quasi un mese, a compiere esperimenti, scrutando il cielo con la nuova invenzione, il cannocchiale.

 

Immaginatelo cavalcare nelle campagne, con i suoi amici appassionati delle meraviglie della natura alla ricerca del legno fossile, della "pietra che cresce"... Se siete stanchi di usare l'immaginazione, tornate con i piedi per terra e proseguite per il Corso dei Lincei fino alla chiesa parrocchiale di Santa Cecilia. Davanti troverete la cappella del Santissimo Sacramento.
All'interno un mosaico trasportato da Carsulae con alcune decorazioni ed una grande svastica. Tornati di fronte alla facciata della chiesa di Santa Cecilia, prendete il vicolo lungo il fianco sinistro e perdetevi tra i vicoli del borgo (proseguendo verso destra) fino a trovare la Piazzetta delle Prove (con una bellissima vista sui Monti Martani) e la piazza del Ghetto, nella zona dove era ospitata una piccola comunità ebraica.
Tornati fuori dalla porta fate una passeggiata verso il Grande Albergo Amerino, oggi casa di riposo per anziani, ma all'inizio del secolo scorso simbolo della vocazione termale del paese. Subito dopo l'elegante chiesa di San Francesco, sul cui muro esterno una lapide ricorda i versi che Dante dedicò ad Acquasparta, potete scendere per la vecchia strada che porta alle Terme dell'Amerino. Prima di lasciare Acquasparta, tornati sulla Provinciale, subito dopo il cimitero, in direzione di Sangemini, fermatevia dare un'occhiata a San Giovanni de' Butris, una chiesa romanica isolata, un tempo sede dei Cavalieri di Malta, con una caratteristica davvero singolare. Sorge sopra le due arcate di un ponte di età romana. Il ponte sul torrente Naia era parte integrante del tracciato dell'antica Via Flaminia.