|
Nella Valle del Naia alla ricerca dell'olio di noce
Un corso d'acqua lega, non solo idealmente, questo breve
itinerario ai piedi dei Martani. E' il Naia, affluente del
Tevere che scorre sotto Acquasparta, e attraversa il territorio
di Massa Martana. Proprio la strada consolare che collegava
questi due centri, la Via Flaminia, venne munita
in età augustea, di un grande ponte che serviva a scavalcare
il fiume. Il ponte esiste ancora e si chiama Ponte Fonnaia.
Lo si può ammirare, nella sua robustezza che sfida i secoli
(8 metri d'altezza e 16 di larghezza) percorrendo la vecchia
strada provinciale poco più di quattro chilometri dopo Acquasparta,
in direzione di Massa. Alcune indicazioni, in prossimità
di una curva, indirizzano verso un sottovia dell'adiacente
superstrada E45 e di qui al ponte romano. Ma le sorprese
archeologiche non finiscono. Pochi metri più in là troverete
infatti l'unico complesso di catacombe cristiane
ancora esistente fuori dalla città di Roma.
|
La località si chiama Grotta
Traiana; dopo aver contattato il custode che si trova
nella casa vicina, potrete scendere nei cunicoli scavati nell'argilla.
In tutto sono quattro che si dipartono da quello centrale.
Alcune delle tombe, che risalgono al III-IV secolo, sono ancora
chiuse da grandi tegoloni in cotto. Sempre seguendo il corso
del Naia si possono riscoprire i vecchi molini che
utilizzavano la forza motrice dell'acqua per le loro macine
di pietra. A Molanoce (Villa San Faustino, 87) già
dal 1200 l'acqua serviva per macinare...le noci. L'olio prodotto
era utilizzato per i lumi votivi. Dal '600 il molino venne
utilizzato invece per il grano, così come quello di Mezzanelli
(a poche centinaia di metri dal bivio della strada tra Acquasparta
e Massa). Entrambi i molini conservano le antiche macchine:
oggi ospitano degli agriturismo e sono visitabili.
|