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Giano, sui sentieri della Normannia
Tra la collina e la montagna una strada stretta e tortuosa,
attraverso il verde degli ulivi e dei lecci vi condurrà
da Massa Martana a Giano dell'Umbria. Il suo nome evoca
l'antichità più remota, quella legata al dio italico Ianus,
Giano, al quale sarebbe stato dedicato un grande tempio
sulla cima del vicino Monte Martano. Oggi Giano, un piccolo
paese sede di Comune, riassume un po' in sé le migliori
caratteristiche del territorio dei Martani. Gli stupendi
panorami a 360 gradi sul versante spoletino e su quello
tuderte e il fascino del borgo medievale, ancora circondato
da resti di mura romane: nella piazzetta dal selciato di
pietra, sulla sommità del colle, si affacciano la Pieve
di Santa Maria delle Grazie e il Palazzo Comunale,
con lo stemma del XV secolo, vanto della comunità che nel
Medio Evo fu libero Comune, restando sempre nell'orbita
di Spoleto.
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Prima ancora aveva fatto parte
del Vicariato della Normannia, di origine longobarda.
Pochi metri sotto il livello della piazza, dalla quale se
ne può vedere il tetto, c'è la chiesa romanica di San Michele,
con bel rosone e una bifora sulla facciata che dà su uno stretto
vicolo. A proposito di chiese romaniche, poco prima di Giano,
sulla strada che sale da Massa, c'è la deviazione per l'Abbazia
di San Felice che venne fondata dal primo Vescovo di Massa,
Felice, nel 306. L'edificio romanico che oggi si può apprezzare,
è invece del XII secolo. L'interno vi si presenterà con il
rigore dello stile romanico, di influenza lombarda: tre absidi
e tre navate con una grande scalinata di pietra che conduce
all'altare, lassù in alto, quasi in posizione intermedia verso
il Cielo. Sotto, la cripta con le spoglie di San Felice. Intorno
il convento della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo
Sangue. Prima di loro c'erano stati i Benedettini e gli Agostiniani. |