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Macerino, antica "capitale" di pietra
L'immagine più caratteristica di Macerino è quella dal basso,
dalla strada che bisogna percorrere per raggiungerlo e che
inizia a Portaria per salire in pochissimi chilometri a
Cima Forca per poi ridiscendere, su una comoda sterrata
per un paio di chilometri tra fitti e verdissimi boschi.
Di lì Macerino appare quasi all'improvviso, sulla sinistra,
al culmine di un'altura completamente ricoperta dalla vegetazione.
Le case di pietra spuntano come una corona e il loro candore
crea un effetto suggestivo a contrasto con il verde cupo.
Dopo aver oltrepassato una pineta si volta, seguendo i cartelli
indicatori, e in breve si arriva al paese, al quale recenti
restauri hanno restituito un fascino straordinario che gli
ha fatto guadagnare l'attenzione di numerosi turisti e anche
di parecchie famiglie provenienti da fuori regione, o da
altri paesi europei ed extraeuropei che hanno scelto le
vecchie case come proprie residenze estive.
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Come a Portaria, anche a Macerino non ci sono stati interventi
edilizi particolarmente invasivi e il borgo conserva, in
un'atmosfera medievale, la struttura dell'antico
castello posto (a 665 metri d'altezza) quasi al centro del
territorio dei Monti Martani. Proprio per questa sua posizione
centrale, che consentiva il controllo delle antiche vie
di comunicazione tra Acquasparta e Spoleto, Macerino fu
per un certo periodo la capitale delle Terre Arnolfe.
Ancora ne conserva le vestigia nel possente Palazzo della
Comunità di fronte al quale si apre una piazzetta con
un pozzo. I vicoli strettissimi (con le caratteristiche
pietre bucate che servivano a legare gli animali)
e le case erano e restano racchiuse all'interno delle mura
del castello. Sul lato opposto del Palazzo della Comunità,
che forse era l'antica rocca, c'è la semplice Pieve di
San Biagio, una chiesa romanica dell'XI secolo. Il panorama
che si può godere da Macerino a 360 gradi è quello di un
grande mare di verde, con boschi a perdita d'occhio.
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