- Cesi, Sant'Erasmo e il tempio di Torre Maggiore
- Sangemini, Carsulae e la Romita
- Portaria, Macerino e Casteldelmonte
- Acquasparta; per castelli e per rocche; la foresta fossile
- Massa Martana, catacombe e abbazie, molini e castelli
- Firenzuola, Scoppio e Terzo San Severo
- Giano, Monte Martano, San Pietro in Monte

Portaria, Macerino e Casteldelmonte

Macerino, antica "capitale" di pietra

L'immagine più caratteristica di Macerino è quella dal basso, dalla strada che bisogna percorrere per raggiungerlo e che inizia a Portaria per salire in pochissimi chilometri a Cima Forca per poi ridiscendere, su una comoda sterrata per un paio di chilometri tra fitti e verdissimi boschi. Di lì Macerino appare quasi all'improvviso, sulla sinistra, al culmine di un'altura completamente ricoperta dalla vegetazione. Le case di pietra spuntano come una corona e il loro candore crea un effetto suggestivo a contrasto con il verde cupo. Dopo aver oltrepassato una pineta si volta, seguendo i cartelli indicatori, e in breve si arriva al paese, al quale recenti restauri hanno restituito un fascino straordinario che gli ha fatto guadagnare l'attenzione di numerosi turisti e anche di parecchie famiglie provenienti da fuori regione, o da altri paesi europei ed extraeuropei che hanno scelto le vecchie case come proprie residenze estive.

Come a Portaria, anche a Macerino non ci sono stati interventi edilizi particolarmente invasivi e il borgo conserva, in un'atmosfera medievale, la struttura dell'antico castello posto (a 665 metri d'altezza) quasi al centro del territorio dei Monti Martani. Proprio per questa sua posizione centrale, che consentiva il controllo delle antiche vie di comunicazione tra Acquasparta e Spoleto, Macerino fu per un certo periodo la capitale delle Terre Arnolfe. Ancora ne conserva le vestigia nel possente Palazzo della Comunità di fronte al quale si apre una piazzetta con un pozzo. I vicoli strettissimi (con le caratteristiche pietre bucate che servivano a legare gli animali) e le case erano e restano racchiuse all'interno delle mura del castello. Sul lato opposto del Palazzo della Comunità, che forse era l'antica rocca, c'è la semplice Pieve di San Biagio, una chiesa romanica dell'XI secolo. Il panorama che si può godere da Macerino a 360 gradi è quello di un grande mare di verde, con boschi a perdita d'occhio.