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Portaria, il castello con l'orologio
Portaria è uno dei borghi meglio conservati dei Monti
Martani. Merita una visita, ma prima di entrarvi è consigliabile
una sosta, in prossimità del bivio, lungo la Provinciale
Carsulana (da Terni, in direzione Cesi-Acquasparta: vedi
itinerario Cesi, Sant'Erasmo, Torre Maggiore, oppure
da Acquasparta, in direzione Sangemini con svolta a sinistra
all'incrocio per Cesi-Terni). Dalla provinciale si può infatti
apprezzare il perfetto inserimento del borgo nell'ambiente
naturale che lo circonda. A Portaria non ci sono praticamente
interventi edilizi recenti e l'immagine complessiva del
paese è rimasta intatta da secoli. Da quando si chiamava
Porcarìa, forse per gli allevamenti di maiali che
si trovavano nei pressi. Per la prima volta, con questo
nome, il borgo viene nominato nel 1093 nell'atto di donazione
del conte Arnolfo all'abbazia di Montecassino.
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E per molti secoli Portaria fu un castello difensivo: prima
delle Terre Arnolfe, poi del Ducato d'Acquasparta.
Dell'antica struttura fortificata, Portaria conserva ancora
le mura e il maschio, la torre principale, che, insieme
al campanile della chiesa dedicata ai Santi Filippo
e Giacomo, svetta sul paese con l'aggiunta, avvenuta in
secoli più recenti, di un orologio. All'ombra della
torre c'è una piccola e deliziosa piazzetta, alla
quale si accede anche attraverso la Porta Spoletina. Sulla
semplice facciata della chiesa parrocchiale, poco al di
sopra della porta, è murato un grande cippo funerario
proveniente da Carsulae, raffigurante due vasi . Altri stemmi
e bassorilievi provenienti dalla vicinissima Carsulae fanno
bella mostra sulle facciate di diverse abitazioni. La loro
"ricerca" può rendere più stimolante e curiosa la passeggiata
per i vicoli del paese.
A Portaria, nel terzo fine settimana di maggio, si svolge
la rievocazione storica del
passaggio di Lucrezia Borgia e della sua corte.
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