- Cesi, Sant'Erasmo e il tempio di Torre Maggiore
- Sangemini, Carsulae e la Romita
- Portaria, Macerino e Casteldelmonte
- Acquasparta; per castelli e per rocche; la foresta fossile
- Massa Martana, catacombe e abbazie, molini e castelli
- Firenzuola, Scoppio e Terzo San Severo
- Giano, Monte Martano, San Pietro in Monte

Sangemini, Carsulae e la Romita

La Romita, a pranzo con San Francesco

Quando arriverete alla Romita, un antico convento francescano in mezzo alla montagna tra Carsulae e Cesi, se sarete fortunati incontrerete (dopo aver carezzato un grosso e innocuo pastore maremmano di nome Romito), il "padrone di casa", frate Bernardino.
Lui, con ogni probabilità, vi chiederà chi ve l'ha fatto fare di camminare fin lassù, dopo aver preso il sentiero segnalato sulla Provinciale Carsulana poche centinaia di metri oltre l'abitato di Poggio Azzuano, al di sopra delle rovine di Carsulae."Tutta 'sta salita (un'ora di marcia) per arrivare in questo luogo impervio! Invece di stare nella vostra città piena di divertimenti e di automobili!".
Se avrete capito che il frate vi sta prendendo bonariamente in giro, o meglio vi sta sottoponendo ad una specie di esame, potete sorridere, dargli la mano e cominciare a chiedergli di raccontarvi la sua storia. Che è anche la storia delle pietre della Romita. Dalle quali Bernardino si sentì chiamato all'inizio degli anni '90, mentre passava, da pellegrino, da queste parti. L'eremo era ridotto ad un rudere.

E pensare che Frate Francesco stesso lo aveva fondato e proprio qui il Poverello d'Assisi aveva cominciato a scrivere il Cantico delle Creature. Bernardino si è dato da fare: insieme a tanti volontari dei paesi vicini, ma anche di altre regioni e nazioni ha fatto rinascere l'Eremita degli Arnolfi. Oggi il convento è completamente ristrutturato e merita una visita approfondita che non vi lascerà delusi: la chiesa della Santissima Annunziata, la cappella di San Bernardino, il piccolo chiostro, la sala del noviziato, le celle dei frati ed uno splendido cedro del Libano che svetta in mezzo agli edifici. Poco distante la suggestiva grotta, una fenditura della roccia, dove Francesco si ritirava, in comunione con la Terra. Alla Romita non c'è energia elettrica, non c'è acqua corrente, se non quella del pozzo con la pompa da azionare a mano, non c'è tv, né radio, non c'è una strada per le auto. Ma c'è lo spirito francescano che richiama qui centinaia di ragazzi che si guadagnano l'ospitalità di frate Bernardino (lui è l'unico che ci vive sempre, facendo anche il parroco di Portaria e Macerino…) aiutandolo a risistemare tutto, pietra dopo pietra, coltivando gli orti, badando alle caprette e mangiando su un grande tavolone di legno alla maniera di San Francesco. Non dovrete insistere molto perché si aggiungano dei posti a tavola..