- Cesi, Sant'Erasmo e il tempio di Torre Maggiore
- Sangemini, Carsulae e la Romita
- Portaria, Macerino e Casteldelmonte
- Acquasparta; per castelli e per rocche; la foresta fossile
- Massa Martana, catacombe e abbazie, molini e castelli
- Firenzuola, Scoppio e Terzo San Severo
- Giano, Monte Martano, San Pietro in Monte

Firenzuola, Scoppio e Terzo San Severo

Il tesoro di Severo

Per raggiungere Terzo San Severo, al centro dei Martani, occorre prendere una strada di montagna non asfaltata da Massa Martana, oppure una strada piuttosto tortuosa che parte da San Giovanni di Baiano in territorio spoletino. Il nome di questo borgo è di origine longobarda: terzo era un termine usato per la divisione del territorio. Il paese si trova sulle pendici del Monte Cucco, sulle colline che scendono verso la valle del Maroggia. Si presenta in maniera molto suggestiva, con la chiesa parrocchiale, una pieve dell'XI secolo, nella parte più alta e le case del borgo a farle da corona scendendo verso il basso.
San Severo, a cui, è dedicato il paese, è un santo originario di Massa Martana, al quale è legata un'antica leggenda.

 

Severo avrebbe infatti scoperto un ricco tesoro che donò all'imperatore Valentiniano III, intorno al 380 d.C., il quale - per ricompensarlo lo nominò Magister militum. Severo fece costruire diverse chiese nel territorio dei Martani, a cominciare da Santa Maria in Pantano, nei pressi di Massa. Resta il mistero del rinvenimento del tesoro: chissà che Severo non lo avesse trovato proprio sui Monti Martani...
Qualcosa dal sottosuolo di Terzo San Severo continua comunque ad emergere: negli ultimi anni, proprio nei pressi della pieve, sono venute alla luce delle tombe di età tardo romana.
Vicino a Terzo San Severo i due minuscoli centri abitati di Roselli e Ocenelli, anch'essi di origine longobarda e molto suggestivi conservano le loro antiche chiese e alcuni resti romani.