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Torre Maggiore, un tempio tra terra e cielo
Da Stant'Erasmo si può riprendere l'auto e continuare
a salire verso Torre Maggiore. Le condizioni della
strada non sono ottimali, ma si riesce a percorrerla, con
un po' di prudenza, anche con un'auto normale. Rapidamente
si esce dai boschi e il panorama diventa quello tipico di
montagna con ampi pascoli verdi. Si arriva così, dopo circa
2,5 chilometri, al termine della strada. Si può lasciare
l'auto vicino ad una staccionata in prossimità di un bosco
d'abeti e di alcuni tavoli e camini per pic-nic. Prendendo
in salita proprio in direzione dei camini, tenendo sulla
destra un cippo che commemora un partigiano, si attraversa
per un centinaio di metri un bosco, per poi sbucare di nuovo
in una zona a pascolo. Di qui si comincia a salire verso
sinistra, in direzione della cima di Torre Maggiore, dove
si può vedere il recinto di rete metallica posizionato intorno
all'area archeologica. Superato il cancello principale
vi troverete a varcare una soglia in travertino e quindi,
proprio sulla sommità del monte, vi si presenteranno i resti
dell'area sacra, in uno scenario di grande suggestione.
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Di fronte vedrete le grandi pietre squadrate del tempio
più antico (terzo-quarto secolo avanti Cristo) che disegnano
ancora lo spazio del pronaos e quello della cella.
Intorno a quest'edificio, a raggiera, sono venuti alla luce,
nel corso di recenti campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza,
alcuni locali che dovevano servire come ricovero per i pellegrini
o per gli officianti. Restando sul piccolo piazzale davanti
al tempio principale si possono invece notare, sulla sinistra,
i resti di un secondo tempio, più recente (secondo-primo
secolo avanti Cristo), anche questo con pronaos e
cella. L'area sacra, secondo gli archeologi, era frequentata
già fin dal VI secolo avanti Cristo. Durante gli scavi sono
stati rinvenuti molti bronzetti votivi raffiguranti
Marte, o delle semplici figure umane o animali stilizzate.
Il tempio, in precedenza utilizzato dagli Umbri (sono
state ritrovate anche delle iscrizioni nell'antica lingua)
venne poi ricostruito dopo la conquista romana. Dalla sommità
delle rovine si gode un panorama a 360 gradi Si può
facilmente vedere l'intera catena dei Martani e lo sguardo
spazia fino a Todi e a Perugia (nelle giornate più limpide).
Verso Sud-Est si possono invece ammirare le cime della Valnerina
e del Terminillo e, a volte, anche il Gran Sasso.
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