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Una multa per il malocchio
Superstizioni, malocchi, fatture. Anche la cultura popolare
dei Monti Martani ha avuto a che fare con il lato oscuro
della magia. Dall'alba dei tempi, da quando, più di duemila
e cinquecento anni fa i pastori e i viandanti offrivano
ex voto di bronzo con la forma stilizzata di uomini o animali
per ingraziarsi le divinità dei templi di Torre Maggiore
e delle altre cime. Ma anche nel Medio Evo la magia era
stata tutt'altro che soppiantata dalla religione cristiana.
Tanto è vero che lo Statuto delle Terre Arnolfe,
cioè la legge che regolamentava l'intero territorio della
Contea del Monte e di quella del Piano e che era stato emanato
nel 1286, sotto Papa Onorio IV, puniva la superstizione.
L'articolo 21 dello Statuto condannava al pagamento di 10
libbre chiunque sottoponeva a fattura un uomo e una
donna. Era anche prevista una pena minore, di 100 solidi,
per chi sottoponeva a fattura un animale. Si trattava dunque
di pene severe, ma non severissime: a dimostrazione del
fatto che, forse, il reato in questione non era poi così
raro. D'altra parte maghi (veri o presunti) non mancano
neanche oggi in queste zone. E non mancano anche gli episodi
"inquietanti", come quello di cui si occupò la stampa nazionale
a metà degli anni '90, quando venne fuori una notizia "oscura"
legata al territorio dei Martani. Si trattava della storia
di una donna che si era sposata all'interno della chiesa
di Sant'Erasmo, sulla montagna al di sopra di Cesi. Questa
donna, pochi minuti dopo la celebrazione era caduta in uno
stato di confusione mentale che i più avevano attribuito
ad una possessione diabolica. Il caso si presentò
talmente grave da richiedere non un normale esorcismo, ma
addirittura l'intervento diretto dell'attuale Papa Giovanni
Paolo II. La notizia fece scalpore, perché non risultavano
altri casi di esorcismo esercitato direttamente dal pontefice
e non venne mai smentita dal Vaticano.
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