Palazzo Cesi - Acquasparta Palazzo Cesi - Acquasparta

- Sabatino Moscati, "Gli dei gemelli"
- Associazione Nahars, "La montagna incantata"
- Federico Cesi, "Del naturale desiderio di conoscere"
- Flavio Frontini "I folletti de Santu Rasimu"
- Monica Petronio "Sant'Erasmo. Ad una quercia"
- Gian Luca Diamanti "L'energia dei Monti Martani"

Del naturale desiderio di conoscere
del duca Federico Cesi
(…ovvero, l'Accademia dei Lincei in Acquasparta)

"…Di modo che, mancando un'ordinata institutione, una militia filosofica per impresa sì degna, sì grande e sì propria dell'huomo qual è l'acquisto della sapienza, e particolarmente con i mezzi delle principali discipline, è stata a questo fine et intento eretta l'Academia o vero consesso de' Lincei, quale con proportionata unione de' soggetti atti e preparati a tal opra, procuri, ben regolata, supplire a tutti li sopradetti difetti e mancamenti, rimuovere tutti li ostacoli et impedimenti et adempire questo buon desiderio, propostasi l'oculatissima lince per continuo sprone e ricordo di procacciarsi quell'acutezza e penetratione dell'occhio della mente che è necessaria alla notitia delle cose, e di risguardar minuta e diligentemente, e fuori e dentro, per quanto lece, gli oggetti tutti che si presentano in questo gran theatro della natura.
Sarà primieramente libera da tutte le occupationi e brighe dependenti dal corpo, provista nelli bisogni d'esso per il vitto ordinario e sanità e per tutti li requisiti di questi, non per guadagno procurato con le studiose fatighe indrizzate sinistramente a questo, come aviene a medici e legisti, che, subito dopo il corso, sogliono ottenerlo, che qui né puole né deve aspettarsi, ma per stabilimento di luoghi ed entrate particolari, del che queste nobili professioni sole tra l'altre sono state sin hora prive affatto, havendo pur quelle e Seminari e Collegi che in qualche parte e qualche tempo le provedono e doppo il frutto dell'istesso essercitio. Questa esentione e libertà sarà insieme dalli negotii e domestici e familiari e da qualsivoglia strepito e molestia che in tali luoghi così provisti cessaranno affatto et vi sarà in vece quella quiete che, per inalzar la mente e mantenerla sempre valorosa nell'opra, fa di mestieri.
Né sarà questa limitata ad anni e terminata con corso, laurea o tempo prefisso, ma con la vita stessa de' soggetti, dovendo accompagnare il studioso lavoro per il quale deve parer breve la vita, non che avanti di quella si pensi a terminarlo; sarà dunque assiduo, indifesso, anzi sempre maggiore senz'alcun interrompimento o stanchezza; né si restringerà alli scritti o detti di questo o quello maestro, ma in essercitio universale di contemplatione e prattica si riceverà sempre e cercarà qualsivoglia cognitione che per nostra propria inventione o per altrui communicatione ci possa venire.
Et sopra tutto si procederà sempre avanti col proprio intelletto filosofando con ogni sincerità, senz'alcuna passione che possa alterarne nel ritrovamento del vero, affettionandosi più ad un autore, più ad una setta che all'altra, ma con ugual disposition sempre a qualsisia persona si ponderaranno sempre le cose stesse e le ragioni senza che vengano o aggravate o allegirite punto dall'autorità di chi le presenta.
Vi sarà copioso l'ammaestramento che porgono le voci vive de' dotti; vi saranno compite librarie, similmente le commodità tutte di sperimentare e perigrinare ordinatamente, gl'aiuti de' compagni, scrittori, le stampe pronte e sicure, l'indirizzo et aiuto continuo da' maggiori e collegi, quali e buona via et ottima compagnia ci faranno senz'alcun rischio dell'intoppi sopra narrati, daranno luce delle dottrine megliori e con una continua, amica e fedele conferenza ne correggeranno, raffinaranno, arrichiranno i pensieri e ne risvegliaranno di novi, giovando sempre e con il conseglio e con l'aviso, significandoci anco sempre quanto occorresse in qualsivoglia luogho nella materia litteraria o di nuove osservationi o strumenti o compositioni o altri come se fussino per tutto presenti; né con sì buone guide et aiuti si lasciaranno da parte quelli megliori modi di repertori, methodi e sinopsi, che tanto ne possono facilitar l'imprese.

Tolti via dunque tutti li ostacoli che o raffreddavano o estinguevano il nativo desiderio di sapere, et aggiunte le commodità et agevolezze sopradette per adempimento di quello, onde viene offuscata la dignità, l'utilità, la dolcezza dell'oggetto più vivamente et efficacemente ci si presenti. Quanto più quello cresca e quanto più c'infervori e nutrisca nell'opre stesse più facile è a provarlo che a crederlo. Le operationi assidue tanto dolci e tanto proprie ci si rendono che ogni rallentamento non che cessatione da esse ci arreca dolore e noia, e tanto maggiori l'opre e frutti ne seguono quanto (il che è proprio in questa Academia) da niuna forza, ma solo da volontà libera ben sì accesa et innamorata, siamo mossi all'assiduo lavoro o più tosto godimento. Il sapere stesso è lo scopo, e basta a muovere; et ove questo più debolmente spingesse alcuni, èvvi il desiderio della gloria del vero e lodevole piacere, dell'utile, del commodo, della quiete et altri beni conseguenti senza numero; e chi puol dubitare che non sia per adempirsi felicemente l'intento et ottenersene pienamente il desiderato fine?
Goderà similmente dell'utile, dell'inventioni e grandi e mirabili che verranno dall'acutezza di tali ingegni, mentre nel continuo ricercare, sperimentare e contemplare, discoprono le proprietà delle cose e ne notano sempre l'effetti e le cagioni. Così nascono l'instrumenti ammirandi, si trovano i più rari medicamenti, i fuochi, l'armi, le diffese, le machine, le evasioni d'acque, tanti secreti per facilità dell'arti necessarie al vitto humano, per i commodi, per la sanità, per il vitto stesso, come puol vedersi presso i naturalisti essere fatto sin hora, e particolarmente nella nostra Filosofica panurgia mostraremo. Ma molto più anco potrà con tali ordini sperarsene per l'avvenire. Sono certo parti di molt'utilità, e di tanta alcuni che, in proposta non creduti, in fatto totalmente stupendi riescono; basti nominare il solo telescopio, che tanto ci aggiunge la vista e tanto ci avvicina alle stelle e cose remotissime in un subito, quale, non solo ritrovato in Padova dal dottissimo Galilei, ma anco inalzato e perfettionato sin all'uso celeste, apena uditone il rumore d'Hollanda, ha fatto in un istesso tempo conoscere e ricordare che il Porta, non senza fondamento, già vi speculò sopra e ne promise effetti maravigliosi, e che quello che all'hora parve favoloso, molto più mirabile poi, gratissimo a tutti et utilissimo in uso e d'osservationi e di governo e di guerra n'è succeduto.
Onde sarà l'Academia de' Lincei una congregatione, un seminario, un ridotto o vero ritirata di professori, scrittori e sperimentatori in filosofia e mathematica particolarmente, né però senza l'ornamento di filologia; mentre, ben unita e fondata nell'amore de' collegi tra di loro e di tutti e di ciascuno verso la sapienza, a quella totalmente dedicata et indirizzata con sincerità di mente e buon ordine di scambievoli aiuti e corrispondenza, provista di quanto e per il vitto e per la professione l'è necessario, scarica et esente d'ogni altra cura, ambitione o interesse, superando con l'ardore del proprio affetto, con lo stimolo della gloria, con l'aiuto de' modi e commodi, qualsivoglia interposita difficoltà, non solo con ogni sforzo et assiduità e senza alcuna distrattione o contesa procurarà sempre l'acquisto di queste nobili et abandonate scienze, ma anco d'illustrarle con le proprie fatighe e parti a publico beneficio. Onde ne segua alli letterati et alle discipline pregio, splendore, commodo, favori, frequenza al pubblico tutto, facile, copiosa e fedele amministratione d'esse, larga et utile distributione con la voce, scritti e fatti, in tutti i luoghi et occasioni, delli loro frutti sì poco hoggi sperati e conosciuti. E così, invigorita la parte dell'huomo, facilitata quella delle discipline, si moltiplichi sempre più il numero de' dotti e ne venga con l'humana perfettione adempito il natural desiderio di sapere".