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Nell'immaginario popolare ternano i Monti Martani sono
sempre stati molto presenti. Si va dalle teorie originali
e molto fantasiose del professor Manlio Farinacci,
che ne ha fatto il fulcro della rete dei santuari celtici
del sistema Carsulae (che deriverebbe dal celtico Car
Suli, pietre bianche), Portaria (in dialetto Porcaria,
per il fatto che i suoi allevamenti avrebbero fornito i
suini sacrificali) e - importantissima - l'area sacra di
Torre Maggiore, il vertice altimetrico delle alture che
cingono la conca ternana a Nord. Su questo rilievo, considerato
"Montagna Sacra", secondo le teorie di Farinacci,
si svolgevano sia sacrifici di animali, sia immolazioni
di giovani, officiate dai druidi e, di questo, sarebbero
prova delle pietre concave ivi reperite, adatte a raccogliere
il sangue delle vittime. Ma lasciando da parte le fantasiose
ricostruzioni del nostro passato assolutamente indefinito
nel tempo e nello spazio, portiamoci al livello delle superstizioni
(...)
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Specialmente la parte Ovest dei Martani era ritenuta magica.
In particolare parliamo dello sperone roccioso che ha alla
base Cesi e alla sommità la Jesétta de Santu Rasimu.
Partendo in primis dalla magia delle Grotte Eolie
che soffiano uno strano vento freddo in varie case di Cesi,
ricorderemo l'instabilità del costone da cui si staccano
enormi lame di quel calcare fessurato che è poi la porta
d'entrata dell'acqua che arriva al piano e fornisce la falda
idrica da cui Terni, ma anche Narni e Amelia attingono per
dissetarsi. Ora, nel 1917, a seguito di un forte sisma,
con epicentro appunto sui Martani, si dice, da "li vecchiantichi",
che cadessero interi costoni di roccia e così fuoriuscissero
prima "fiare de focu tamante e subito dopo schiere de Mazzamurelli".
Per chi non lo sa i Mazzamurelli sarebbero una sorta
di folletti che, dopo essere entrati di notte in casa attraverso
le fessure della porta ed essersi arrampicati sui letti
si piazzavano sullo stomaco dei dormienti dando incubi agli
adulti e spavento ai bambini.
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