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L'olio
La civiltà umbra, ha detto qualcuno, è "civiltà dell'olio". Il territorio dei Martani, insieme alla valle di Spoleto ne è l'epicentro. Dove ancora, forse addirittura di più che nello spoletino, è possibile trovare i vecchi frantoi, alcuni dei quali per macinare utilizzano da sempre la mola di pietra.
E dove a novembre si può assaggiare l'olio nuovo, appena zampillato dalla prima spremitura, sul pane abbrustolito, la bruschetta.

L'extravergine Dop dei Colli Martani L'olio extravergine d'oliva, che dal 1998 può fregiarsi del marchio D.O.P. è uno dei prodotti principali dell'economia rurale dei Monti Martani, in particolare nella zona di Giano e di quella della fascia pedemontana nella conca di Terni.
La DOP (denominazione d'origine protetta) "Umbria" è riservata all'olio extravergine di oliva rispondente alle condizioni e ai requisiti stabiliti in un apposito disciplinare di produzione. La denominazione è accompagnata da una delle seguenti menzioni geografiche: Colli Assisi-Spoleto, Colli Martani, Colli Amerini, Colli del Trasimeno, Colli Orvietani.
Si tratta di un olio particolare che nasce già vergine al frantoio senza subire ulteriori e particolari trattamenti. La tradizione vuole che l'olio nuovo a novembre si assaggi direttamente al frantoio sul pane abbrustolito, la bruschetta.
La peculiarità dell'olio extravergine dei Martani si lega alla sua storia. La coltivazione di questa pianta, probabilmente introdotta in epoca romana sfruttando l'importante via di comunicazione della Flaminia conobbe una crisi in seguito alle invasioni barbariche. Furono poi i monaci a reintrodurre l'olivicoltura a partire dal 1300.

 

L'olio di Giano Il legame più profondo tra l'olio e il territorio di Giano è dato non tanto dalla qualità del prodotto, comune alla generalità degli olii umbri, quanto dalla sua tipicità: grazie, infatti, alle particolari condizioni del territorio e al paziente lavoro dei monaci nei secoli passati è stato possibile selezionare una "cultivar" locale di olive, il "S. Felice" (dal nome del santo martire le cui spoglie mortali sono conservate nella splendida cripta romanica dell'abbazia), che presenta una produttività medio elevata, un contenuto in olio medio alto e alcune qualità organolettiche che ne esaltano le sensazione gradevole del fruttato armonioso.

Le vie dell'olio
Chi ama le fragranze intense dell'olio novello non può mancare alle Vie dell'Olio, la seconda domenica di dicembre. Si segnalano, nel ricco programma della manifestazione, che si tiene nel territorio del Comune di Giano dell'Umbria, gli itinerari gastronomici nei ristoranti del territorio, grazie ai quali è possibile apprezzare i gustosi abbinamenti tra olio e prodotti tipici locali, e la singolare rievocazione della "Frasca", la festa della raccolta delle olive, che viene celebrata nel pomeriggio della domenica con una sfilata folcloristica e una grande degustazione in piazza di frittelle e di bruschetta con l'olio nuovo.
L'olivo di Macciano
E' quasi un monumento all'olivicoltura e all'olio. Un monumento vegetale: l'olivo di Macciano è una gigantesca pianta d'olivo vecchia di oltre mille anni. La si incontra (e vederla non è certo difficile) sulla strada che scende da Giano verso la valle, nella campagna nei pressi della frazione di Macciano.

fonte:
Sito Web del Comune di Giano dell'Umbria