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Viaggio in una "Terra di Mezzo"

Usare l'immaginazione. E' ancora lecito. Ed è un buon approccio alla scoperta dei Martani.
Ad esempio, tanto per cominciare, immaginate che siano un'isola.
Non è difficile: dovunque li si guardi, "da fuori" sembrano montagne emerse dal grande mare della campagna umbra.
Dalla valle Tiberina, da quella di Foligno, dalla Conca ternana, i Martani sono al di sopra dei più bei paesaggi d'Italia.
Sopra ad un mare di verde, di giallo, di ocra, sopra ai campi coltivati, sopra quello che gli inglesi e gli americani chiamano "Todishire", ma che noi preferiamo continuare a definire, con il nome usato poco fa, la campagna umbra. La stessa che ritroviamo negli affreschi di Giotto, nei dipinti del Perugino, o in quelli di Piero della Francesca.
I Monti Martani ne sono lo sfondo, lo spartiacque, un'isola, appunto!
Una piccola Atlantide riemersa, ma anche uno splendido ed insolito balcone dal quale ammirare il paesaggio umbro. E sono anche la dimostrazione che l'uomo non può cambiare tutta la terra a suo piacimento. La pianura sì, quella la può modificare. Il monte, no: lì è dura!

E se la campagna, nel corso dei secoli, è diventata la testimonianza tangibile della razionalità degli uomini che la abitano, la coltivano e la sfruttano, la montagna è rimasta per altrettanto tempo il rifugio dei demoni e degli spiriti scacciati, o messi in un cantuccio dalla ragione. Così accade per i Martani, sulle cui cime ci sono ancora gli antichi templi di divinità dimenticate. E nei luoghi più impervi ci sono chiese costruite per esorcizzarli, ci sono piccoli villaggi che assomigliano a delle cittadelle fortificate, ci sono le grotte, rifugio per secoli di banditi, di briganti, ma anche di santi, di eremiti e di leggende tenebrose.
Prima di essere un ostacolo da superare per i viandanti che andavano da Todi a Spoleto, i Martani sono stati una regione abitata da gente che voleva mettersi al sicuro, e che li trasformò quasi in un'enorme fortezza.
Le cime ne erano le torri d'avvistamento, opportunamente fortificate. Accadde già nell'antichità pre-romana, ma anche subito dopo la caduta dell'Impero, quando i Martani trovarono una sorta di unità territoriale con il nome di Terre Arnolfe.

 

Oggi non ci sono strade importanti per attraversarli: nelle cartine turistiche, i Martani sono poco più che uno spazio vuoto disegnato al centro dell'Umbria.
Ma è proprio dagli spazi vuoti, dalle pagine bianche, dai fogli non scritti che escono fuori le cose più interessanti e nascoste.Lo diceva J.R.R. Tolkien, lo scrittore inglese del "Signore degli Anelli", il creatore del mondo fantastico della "Terra di Mezzo".
Anche i Martani sono una Terra di Mezzo. E non solo perché sono "in mezzo" all'Umbria e "in mezzo" all'Italia.
Sono Terra di Mezzo, perché hanno conservato il potere di stupire il viandante, di offrirgli l'emozione della scoperta e, a volte, la sensazione della "magia", che sta a metà tra il mondo reale e quello immaginario.

Dunque buon viaggio nei Monti Martani, una Terra di Mezzo tutta da esplorare.
A proposito, nelle Terre di Mezzo, come si sa, è meglio servirsi di una guida.. e noi siamo qui apposta! Fidatevi!